Habitech è il Distretto Tecnologico Trentino: una società consortile nata nel 2006 a Rovereto che riunisce centoventuno soci fra imprese ed enti pubblici attorno all’edilizia sostenibile e all’efficienza energetica. Ha certificato 480 edifici, lavora su nove protocolli diversi, partecipa a progetti di ricerca europei. Nel 2024 aveva un problema che non si risolve scrivendo meglio: ogni cosa che usciva sembrava di un’azienda diversa.
“Sembriamo tutti la stessa organizzazione?”
🔥Sfide:
Un distretto parla contemporaneamente a tre platee diverse: i soci, da informare e tenere dentro; gli stakeholder istituzionali, da coinvolgere; il mercato, a cui vendere servizi. Cinque aree di offerta, decine di persone che producono materiali, nessuna regola condivisa su come dovessero apparire.
121 soci
Centododici imprese private e nove enti pubblici, cinque aree di servizio, nove protocolli di certificazione, quaranta persone che comunicano. È il perimetro che un sistema visivo deve tenere insieme.
(Fonte: habitech.it)
Analisi:
Prima l’ordine, poi la grafica
Il percorso è partito da un documento strategico: survey interna ed esterna, Golden Circle, Marketing Canvas, design dei servizi. Dal Canvas è uscita la mappa che ha guidato tutto il resto — soci da ispirare e informare, stakeholder da coinvolgere, mercato a cui promuovere i servizi, con un obiettivo comune di riconoscibilità e reputazione. Da lì è nato anche il nuovo payoff, «Pionieri nella sostenibilità», che l’azienda usa oggi nella sua versione inglese: «Leading the sustainable way».
Marchio
Cosa si tiene e cosa si cambia
Il pittogramma funzionava: deciso, positivo, riconosciuto dai soci. È rimasto. Abbiamo rifatto il logotipo con una font contemporanea, Manrope, avvicinando le lettere per compattare il segno. E abbiamo tolto il doppio colore: due tonalità di peso uguale non davano enfasi a nessuna delle due parole. Una cromia sola, un blu scuro più professionale, e il marchio ha ripreso solidità.
Design system
Regole che qualcun altro può usare
Poi il sistema: gerarchie tipografiche, Manrope per l’istituzionale e Anek Latin per i social, palette, icone, elementi divisori, trattamenti immagine, ventuno fondi codificati fra minimal, dinamici e sfumati. Ogni elemento con un codice e una regola d’uso, perché un design system serve a chi non l’ha disegnato.
Applicazioni
Lo stesso sistema, tutti i giorni
Da lì l’immagine coordinata e i template. Il wall Instagram con le quattro categorie di contenuto — persone, portfolio, servizi, insight. Due newsletter distinte: «Habitech connect» per il mercato, articolata in save the date, servizi, networking e scenari d’impresa, e una versione dedicata ai soci, stesso linguaggio e contenuti diversi. E il design dei servizi: cinque aree di offerta ordinate su una tavola sola.
“Un design system non serve a chi lo disegna. Serve a chi, due anni dopo, deve preparare una slide di venerdì pomeriggio.”
🏆 Risultato:
Alla fine del percorso Habitech aveva un marchio più solido, un sistema visivo documentato e i modelli per usarlo: social, newsletter per il mercato e per i soci, immagine coordinata, design dei servizi. Cinque aree di offerta e tre pubblici diversi che, guardati uno accanto all’altro, si riconoscono come la stessa organizzazione.










